In tv è impazzata la Riina-mania.Si,proprio così.Tentando di seguire gli stereotipi nati (ovviamente facendo le dovute distanze) da cult come "Il padrino", "Quei bravi ragazzi", "C'era una volta in America" solo per citare i più famosi,la fiction sul boss corleonese ha monopolizzato ascolti e attenzione del pubblico italiano.La cosa che più mi preme è riflettere su quanto questa serie tv sia l'ennesima occasione per non dimenticare.La mafia(e con tale appellativo il discorso è esteso a qualsiasi organizzazione criminale fondata sul ricatto) è un sistema che fonda il suo potere sull'omertà e sulla paura.Ecco perchè passeranno i Riina,i Provenzano,i Cutolo,i Giuliano ma difficilmente cadrà il simbolo che rappresentano poichè è duro a morire quello stato di accondiscendenza verso esso di cui tutti noi siamo colpevoli in egual misura.Tutti noi siamo impegnati a uno sforzo decisivo per favorire l'annientamento di questo vero e proprio tumore della società.Già,una malattia vera e propria che già da tempo sembra aver originato una metastasi in tutti i tessuti sociali,in primis la politica.E' superfluo ribadire che la mafia nemmeno si sognerebbe il potere e i controlli che detiene senza un'adeguato grado di corruzione in ogni ramo delle istituzioni.Probabilmente (e su questo concordano mafiosi e non)la peggiore razza è quella dei politici corrotti,i quali si trovano proprio a fluttuare tra il bene e il male.Un Vito Ciancimino,conosciuto tanto come sindaco di Palermo quanto affiliato vero e proprio al clan dei Corleonesi, per dirla semplicisticamente è un cattivo con la maschera del buono,un Riina almeno risulta essere più coerente.Ma c'è chi dice "NO!" ed è da loro che dobbiamo partire.Ci saranno nuovi Riina,ma la speranza è che ci siano sempre più Falcone,sempre più Borsellino pronti a non girare la faccia,pronti ad affrontare il nemico.Tirati in causa non devono sentirsi solo futuri giudici o procuratori.Un Falcone che non t'aspetti lo puoi trovare in un negozio che dice di no al racket...insomma,nel momento in cui l'Italia si accorgerà che la sua piaga principale si trova nel suo intestino, allora lì sarà già stato fatto un passo fondamentale.Un passo necessario anche per evitare che i prossimi "giusti" non finiscano per terra trivellati da una serie di colpi.Probabilmente bisogna agire sull'ignoranza alla base,il male principale di questo mondo...dalla scuola;ma d'altronde si sa che come i sentimenti e i comportamenti positivi anche i contrari esisteranno sempre,basta solo essere di più e non far sentire soli coloro che si trovano a dover combattere in prima linea questa guerra.Il lietofine dovrebbe pur esserci,non trovate? "la giustizia no,non è solo un illusione"venerdì 23 novembre 2007
IL TUMORE DELLA SOCIETA'
In tv è impazzata la Riina-mania.Si,proprio così.Tentando di seguire gli stereotipi nati (ovviamente facendo le dovute distanze) da cult come "Il padrino", "Quei bravi ragazzi", "C'era una volta in America" solo per citare i più famosi,la fiction sul boss corleonese ha monopolizzato ascolti e attenzione del pubblico italiano.La cosa che più mi preme è riflettere su quanto questa serie tv sia l'ennesima occasione per non dimenticare.La mafia(e con tale appellativo il discorso è esteso a qualsiasi organizzazione criminale fondata sul ricatto) è un sistema che fonda il suo potere sull'omertà e sulla paura.Ecco perchè passeranno i Riina,i Provenzano,i Cutolo,i Giuliano ma difficilmente cadrà il simbolo che rappresentano poichè è duro a morire quello stato di accondiscendenza verso esso di cui tutti noi siamo colpevoli in egual misura.Tutti noi siamo impegnati a uno sforzo decisivo per favorire l'annientamento di questo vero e proprio tumore della società.Già,una malattia vera e propria che già da tempo sembra aver originato una metastasi in tutti i tessuti sociali,in primis la politica.E' superfluo ribadire che la mafia nemmeno si sognerebbe il potere e i controlli che detiene senza un'adeguato grado di corruzione in ogni ramo delle istituzioni.Probabilmente (e su questo concordano mafiosi e non)la peggiore razza è quella dei politici corrotti,i quali si trovano proprio a fluttuare tra il bene e il male.Un Vito Ciancimino,conosciuto tanto come sindaco di Palermo quanto affiliato vero e proprio al clan dei Corleonesi, per dirla semplicisticamente è un cattivo con la maschera del buono,un Riina almeno risulta essere più coerente.Ma c'è chi dice "NO!" ed è da loro che dobbiamo partire.Ci saranno nuovi Riina,ma la speranza è che ci siano sempre più Falcone,sempre più Borsellino pronti a non girare la faccia,pronti ad affrontare il nemico.Tirati in causa non devono sentirsi solo futuri giudici o procuratori.Un Falcone che non t'aspetti lo puoi trovare in un negozio che dice di no al racket...insomma,nel momento in cui l'Italia si accorgerà che la sua piaga principale si trova nel suo intestino, allora lì sarà già stato fatto un passo fondamentale.Un passo necessario anche per evitare che i prossimi "giusti" non finiscano per terra trivellati da una serie di colpi.Probabilmente bisogna agire sull'ignoranza alla base,il male principale di questo mondo...dalla scuola;ma d'altronde si sa che come i sentimenti e i comportamenti positivi anche i contrari esisteranno sempre,basta solo essere di più e non far sentire soli coloro che si trovano a dover combattere in prima linea questa guerra.Il lietofine dovrebbe pur esserci,non trovate? "la giustizia no,non è solo un illusione"
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martedì 13 novembre 2007
GIUSTIZIA PER GABRIELE

Domenica 11/11/07.La tragedia ha i contorni di una vera e propria beffa.Area di servizio di Badia al Pino,vicino Arezzo.Ore 9.40.Gabriele non lo sa,ma quella domenica mattina tolta al sonno dopo una nottata di lavoro sarà scenario della sua ultima trasferta.Una trasferta definitiva.Gabriele,"Gabbo" per gli amici non lo sa,ma il destino ha scelto una circostanza alquanto grottesca per tirargli uno scherzo decisamente di cattivo gusto.Seguiva la Lazio dappertutto,stavolta è stata la morte a seguirlo.Sono attimi che fanno la differenza.Il caso vuole che la comitiva della vittima biancoceleste incroci dei tifosi juventini diretti verso Parma,nasce una colluttazione che va spegnendosi.Ecco,è questo il momento.Un colpo alla nuca.A lui,a "Gabbo",al Dj,al tifoso.Gabriele non lo sa,non ha il tempo di rendersene conto...ma i suoi amici sì,loro lo sanno.Gabbo se ne è andato.Tragedia.Per un buco d'informazione di molte ore (forse troppe) la notizia circola in colpevole ritardo creando i presupposti per il prosieguo di una giornata da prendere e cancellare dal calendario di quest'anno."Errore di un poliziotto che dall'altra parte della carreggiata ha sparato in aria impressionato dallo scontro tra i tifosi"dirà il questore di Arezzo solo qualche ora dopo.Ma come?Scusi questore può ripetere?Vuole dire che Gabriele Sandri,28enne dj romano che aveva stampato giorno e notte il sorriso nel cuore è morto per uno stupido e inperdonabile errore di valutazione da parte di uno che di mestiere dovrebbe proteggere?Non è possibile...
Più ci pensi e più non ti sembra vero,che assurdità!Guardi la tv e prima del pranzo domenicale quei quattro sconsiderati fuori dal mondo di "Guida al campionato" fanno gli gnorri continuando con le loro gag da strapazzo quasi ignorando l'immane lutto che ha colpito l'Italia.Perchè sia chiara una cosa:il calcio per l'ennesima volta è solo lo scenario (forse stavolta nemmeno quello) di una inutile morte che deve far riflettere l'intero mondo politico.L'Italia è un malato che nonostante il dottore gli consigli determinate cure resiste nel suo stile di vita sconsiderato avallato dai familiari(i politici).E' anche vero che nello stesso momento in cui l'atroce misfatto si è consumato il mondo pallonaro non ha perso tempo nel rivelare tutte le sue qualità che purtroppo da tempo lo caratterizzano.E allora dito in basso per la Figc decisamente rea di consentire lo svolgimento delle partite e quindi indirettamente rea degli scempi avvenuti nel pomeriggio a Bergamo e Taranto con gli ultras a minacciare altra morte e distruzione nella loro guerra eterna contro le forze dell'ordine.Già,forse uno scenario nuovo questa giornata l'ha portata:ultras di fede avversa per la prima e unica volta uniti verso l'obiettivo principale:la polizia,le istituzioni,lo Stato.Probabilmente di questa novità avremmo volentieri fatto a meno.La sera poi a Roma assume i connotati di una guerra civile.Il bilancio sarà da pelle d'oca.Centinaia e centinaia di euro di danni e un'ottantina di feriti.Il popolo dei tifosi di tutta Italia è sconcertato.Ovviamente i tifosi violenti colgono la palla al balzo alimentando ancora la violenza.Loro non hanno capito niente.Probabilmente a loro Gabbo già non manca più.La sua morte è diventata un pretesto per sfogare la loro rabbia repressa.Da notare come ho differenziato la dicitura "tifosi violenti" da ultras che per me sono due cose diversissime.Ma stavolta lasciatemelo dire:sia il tifoso violento,sia l'ultras,sia il criminale,sia il postino,sia la nonna che non capisce la differenza tra un calcio in culo e un calcio d'angolo...tutta Italia vuole giustizia per questo inspiegabile evento.E allora chiudano tutti quei salotti televisivi di pseudo-opinionisti che vogliono dire la "loro" su un mondo che hanno sempre guardato come il passeggero di un treno in corsa dà un'occhiata fuori senza distinguere nessun particolare.Ora tutti i talk-show devono rendersi conto che avanzare stupide e non veritiere sentenze sulla vita di Gabriele è inutile.Inutile perchè GabboDj era conosciuto da parecchia gente ed è stato descritto da tutti come un ragazzo pieno di vita non violento.La sua colpa è stata quella di amare la sua squadra del cuore.E' sufficiente per morire ucciso?Ci poteva essere chiunque al suo posto.Domani potrei tranquillamente andare in un bar e discutere animatamente con il cassiere perchè non mi ha dato il giusto resto,poi un poliziotto che guarda la scena fuori al bar perde il controllo e mi spara un colpo dietro al collo.Stop.Finito.Così è andata a Gabriele.Ecco perchè stavolta è necessario che le Istituzioni ponderino bene le loro prossime uscite a livello mediatico per spiegare ed analizzare attentamente e correttamente l'accaduto che rischia di fare da strascico ad altra violenza,ad altre morti.E noi non vogliamo niente di tutto questo.Gabriele basta e avanza.Si deve far in modo che la sua morte non resti innanzitutto impunita(che sia omicidio colposo o volontario conta poco).Ciao Gabbo...almeno potremo dire che da oggi in poi il cielo sarà più biancoazzurro con te lassù...
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